L’insostenibile pesantezza del tempo

Non sono mai stata una persona che guarda con rammarico al passato.
Ai presunti gloriosi tempi che furono, utilizzatrice dell’abusatissima frase ” si stava meglio quando si stava peggio” o della variante, “quando ero piccol* io ci si divertiva con poco” ecc ecc. Non ho mai considerato gli anni della mia adolescenza o “prima giovinezza” i “migliori” . Come quei quarantenni che parlano con nostalgia degli anni 80 o i  cinquantenni dei 70 ecc ecc. Gli anni della mia infanzia, non sono anni di evoluzione culturale o sociale, non sono essenziali al genere umano ed anche se lo fossero saranno i posteri a valutarli e rivalutarli col senno di poi, in una lucidità sicuramente più attendibile di chi li ha vissuti o anche solo sfiorati. Non provo nemmeno nostalgia verso la mia infanzia o adolescenza anzi  se potessi incontrare quel ragazzino impacciato e timido probabilmente mi starebbe pure sulle palle.  Troppo concentrato su se stesso senza mai realmente ascoltarsi  per riuscire a capirsi o semplicemente vivere senza prendersi troppo sul serio, anche perché se avesse trovato il coraggio di farlo,dico ascoltarsi, si sarebbe accorto di me e si sarebbe dissolto nel buio in cui si autoconfinava. Troppo serio e serioso per poter vivere un adolescenza che possa esser chiamata tale.
Non è il tempo che ho vissuto di cui sento la mancanza, ma del tempo che non ho vissuto libera. In realtà, non so esattamente quando sono nata, non ho una data certa, forse la condivido proprio con quel ragazzo che ha accompagnato e protetto i miei passi per 33 anni, ma non ne sono sicura. Sono rimasta per tanti anni in silenzio, nel buoi del suo cuore, spaventata ed ignorata. Ero una vocina flebile e disarmata. Ma non sono arrabbiata o rancorosa per questo. Nessuno sapeva della mia esistenza, nemmeno io ne ero consapevole. Ogni tanto mi mostravo al mondo, ed in quelle poche occasioni mostravo i miei occhi verdi pieni di speranza. Spesso mi nascondevo dietro quel  ragazzino timido ed impacciato, che per anni è stato il mio contatto col mondo, il mio scudo, la mia voce nella realtà del quotidiano. Tutto questo finché un giorno, quella voglia di vivere che per anni avevo cercato di ignorare, si è trasformata una forza inarrestabile ed irrefrenabile da non poter più esser ignorata o ostacolata.
Piccola premessa.
Ieri sono stata invitata alla presentazione del libro ” mio figlio in rosa” , dove si parlava della storia di alcuni bambini, trans o gender fluid. Ero li come rappresentante del gruppo T del movimento pansessuale di Siena, ed è stato proprio al ritorno da quell’evento, mentre parlavo con una cara amica, che ho pensato ( o meglio ripensato) a tutto questo.
Io non ho il terrore del tempo che passa, ma del tempo già passato, non speso in questi abiti, lasciando altre orme.
Pensando a quei bambini mi sono sentita cosi invidiosa…il che è cosi stupidamente egoista. Invidiavo ed invidio quei bambini per quel tempo che stanno vivendo esprimendo loro stessi, per quella consapevolezza cosi innata. So che ognuno di noi ha bisogno dei suoi tempi per arrivare ad un’alta consapevolezza di se, l’ho detto più, volte, altrimenti dovremmo parlare di illuminazione dall’alto, o fortuna.
Eppure non riesco a non pensare a come sarebbe andata la mia vita se mi fossi capita , scoperta e riscoperta a 14..16…18 anni, prima che il testosterone avvelenasse il mio corpo e la mia mente . Prima che il tempo creasse lunghi solchi sul mio corpo, formando la persona che sono ora. Nonostante io stia vivendo una seconda giovinezza o adolescenza, ho già 33 anni, la mia visione è già corrotta, già ” vissuta”.  Se tutto andrà per il meglio il mio corpo cambierà definitivamente con l’ultimo tassello verso i 35 anni e per quanto io mentalmente possa sentirmi rinata, sarò in pieno inizio decadenza.  Non sto dicendo che a 40 anni si è vecchi, ma di certo non avrò la stessa visione, gli stessi colori, lo stesso corpo di una reale ventenne. Avrò gli ultimi sgoccioli di quella che definisco giovinezza. Come una candela che per quanto la cera possa esser ripresa e riutilizzata, non sarà mai più la stessa.
So che il concetto per iscritto non è facile da capire, o spiegare.
E non parlo solo fisicamente, anche se mi sono bruciata 20 anni di vita facendo altro. Anche con tutti i risultati migliori della terapia, non potrò riavere quella nuova visione del mondo del ” è tutto nuovo”, quel corpo che non potrò mai abitare…
Quella sensazione di mostrare e mostrarsi anche se con pudore o insicurezza tipica dell’adolescenza o della prima fase della giovinezza, senza quella sensazione di disillusione, libera dal vissuto, libera da quei passi,da un corpo già corrotto dal ieri. Anche se in quel ieri io c’ero ma ero solo un pensiero lontano.
Mi chiedo quindi come sarebbe stata la mia “io”…come sarebbe stato il mio viso, senza questa peluria che quotidianamente non mi permette di essere felice, con quella sensazione di disgusto al solo sfiorarlo con le mie mani …. le mie mani, i miei seni, i miei fianchi, le mie cosce.
Magari mi sarei potuta operare prima, scoprendo e vivendo altri aspetti di me… Come sarebbe stata la mia vita, la mia evoluzione del se .
Forse avrei davvero rimpianto la mia adolescenza, o la mia giovinezza in quanto tempo in se passato e non in quanto tempo non vissuto ma sprecato rimanendo nel buio.
Forse ora userei anche io quelle frasi riferendomi agli anni 90, come gli anni d’oro …
Forse oggi riuscirei ad amare il mio corpo.. o probabilmente sarei riuscita a trovarne dei difetti anche in quest’ipotetica linea temporale alternativa, ma con un ottica diversa..
Forse sarei più “frivola” o più testardamente impegnata, sicura del mio aspetto
Forse sarei…
Forse avrei potuto…
Forse…

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13 pensieri riguardo “L’insostenibile pesantezza del tempo

  1. Davvero profonda. Incidi la tua anima in ogni singola parola che scrivi, facendo immedesimare chi legge nella tua realtà, anche se diversa come esperienze. E’ un gran dono.
    In alcuni punti mi sono riconosciuto anch’io, soprattutto nel non rimpiangere il tempo che fu come fanno, ormai, molte persone nostre coetanee.

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    1. Ti Ringrazio di cuore.
      Le tue parole sono sempre un toccasana per la mia scrittura e per la mia autostima. Effettivamente si ha sempre questa visione del passato mistificata da ricordi sbiaditi, e probabilmente dalla paura del tempo che ci rimane. ❤

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      1. Chiedo scusa per la lunga assenza Mi fa piacere che qualcuno senta la mancanza del blog. Più che lavorare ad altri progetti sto lavorando con orari un po’ particolari, es dalle 06:00 alle 12:20 più eventuali straordinari, sicché mi torna difficile scrivere. Comunque in questi giorni tornerò a scrivere poiché ci sono aggiornamenti sulla vita “intima” .
        PS. i tuoi messaggi sono sempre tanto carini

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  2. Come potrei non comprendere. Eppure c’è una cosa importante che non si può e non si deve dimenticare: siamo quel che siamo anche grazie a ciò siamo stat*.
    Nessun attimo della tua vita passata è “perso” perché ti ha portata qui.
    Devi esserne orgogliosa. 🤗

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    1. Grazie per il commento ❤. Non dico siano attimi “persi”, poiché è grazie alle nostre esperienze che maturiamo e diventiamo cio che siamo, in un processo di autoconsapevolezza quotidiano. Sfortunatamente però questa lucidità del pensiero a volte non mi basta, io non mi basto, in un rapporto con il mio corpo estremamente altalenante. Di conseguenza il pensiero di ciò che sarebbe potuto essere fa capolino spesso tra i miei pensieri.

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