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E faremo l’amore

Salve.
So che avrei potuto scrivere tanto su questa situazione che stiamo tutt* vivendo, spulciarla e spalmarla su più pagine, giorno dopo giorno,ma detto tra noi, nel mio caso è cambiato ben poco. Uscivo già raramente prima e continuo ad uscire raramente anche ora per ovvi motivi,e non avendo un lavoro, non facendo più politica sul territorio o parte di un movimento le mie interazioni sociali si erano già notevolmente ridotte.
C’era però una sola interazione che cullavo da quasi due anni e che in questo periodo di quarantena agognavo e desideravo da più di due mesi , quella col mio Maritino con cui siamo fidanzati da quasi due anni.
Finalmente il 4 maggio, nonostante le premesse non proprio incoraggianti ,la confusione iniziale sul termine congiunti e le relazioni non consanguinee, è arrivato il fatidico via libera anche per noi,anche se, come ormai da prassi anche prima della quarantena, l’attesa è dovuta prolungarsi fino al giorno 9, per poter iniziare il nostro fine settimana.
Il giorno prima non ero riuscita a dormire, un misto tra paura e ansia mi ha accompagnata per quasi tutta la notte e per il mattino seguente. Non saprei spiegarvi il perché, non sono riuscita a capirlo ne a decifrare quella mia ansia, poi sparita di colpo una volta arrivati a casa.
Forse perché non sapevo come avrei reagito dopo due mesi a quel vederti spuntare dal portone per entrare in macchina, ne come avresti reagito te. Avrei piano? Sarei riuscita a resistere dall’avvinghiarmi al tuo corpicino per sentirne il calore ed i battiti del tuo  cuore sincronizzarsi col mio?  Avrei avuto la forza di aspettare il nostro arrivo a casa per assaporare finalmente il sapore delle tue labbra ed il caldo tocco delle tue mani sul mio corpo? Nonostante la voglia di baciarti siamo riusciti ad aspettare di arrivare in un luogo più tranquillo, lontano da occhi indiscreti.
Trenta minuti di attesa, un breve viaggio in macchina  trascorso in un istante se paragonati ai due mesi di separazione.
Arrivati finalmente a casa, al sicuro ti ho lasciato il tempo di entrare, di assaporare l’illusione di avere qualche minuto per ambientarti nuovamente. Sapevamo entrambi che la voglia di sentire i nostri corpi sfiorarci era troppo forte per poter aspettare oltre, per poter attendere un luogo diverso da dove le nostre labbra hanno iniziato finalmente a toccarsi. Ed è cosi che ci siamo ritrovati a fare l’amore  in giardino, dietro quelle coperte che avevo appositamente messo li ad asciugare, in modo da creare un piccolo spazio velato,ma pur sempre nel giardino di casa, in modo da non dover attendere oltre. Ed è cosi che hai potuto sentire nuovamente le mie labbra imporre ogni singolo comando sul tuo corpo. A cominciare dalla tua bocca che dopo pochi minuti ha potuto nuovamente riassaporare quelle parti del mio corpo che tanto agognavi e desideravi. Eri nuovamente in balia delle mie manie  della mia bocca.
E mentre accompagnavo “dolcemente ” il tuo torace verso il nostro tavolino ,sentivo le tue gambe fremere al mio sfiorarle, mentre il mio corpo veniva coperto e benedetto dai tuoi fluidi  .  Ho cercato di assaporare lentamente ogni tocco sul tuo corpo, ogni istante passato a morderlo e graffiarlo, ma la foga con cui la mia mente cercava di colmare i due mesi distanti era troppa da controllare.  Eravamo nuovamente uniti, in un abbraccio che si sarebbe rinnovato più e più volte durante i nostri tre giorni a disposizione. Il giardino è stato solo l’inizio, il primo luogo da risantificare con le nostre carezze ed il nostro sudore.  La nostra camera da letto è ritornata ad essere, luogo dei nostri incontri, custode dei tuoi gemiti e del nostro piacere . Gemiti di cui il mio spirito si è potuto rifocillare, in lunghe e ripetute sessioni di coccole .  Ovviamente non abbiamo solo trascorso i nostri momenti in quella stanza. Ho potuto nuovamente cucinare per te, portarti la colazione a letto ma soprattutto vederti addormentare tra le mie braccia e svegliarmi con accanto quel dolce faccino sbavicchiante.
Riassunto del nostro fine settimana.
Siamo arrivati a casina verso le 15:30 e tra giardino e letto abbiamo cenato verso le 21 e 30.
Sabato sera è stato il turno della pissa surgelata, scelta quasi obbligatoria visto il poco tempo che mi hai lasciato per poter cucinare qualcosa di più elaborato <3.
Domenica a “””pranzo””” grigliata , anche se come avevo immaginato non sei riuscito a pappare tutto quello che mi avevi chiesto.  Ho scritto pranzo tra virgolette poiché abbiamo iniziato a pranzare verso le 4 , visto che dopo il nostro risveglio non ho resistito al dolce richiamo del tuo corpicino sexy .
Abbiamo finito di pranzare verso le 17 e con la scusa di portarmi a lettino per un’ora di sonno post pranzo ci siamo di nuovo ritrovati avvinghiati fino alle 21. Nessun problema per la cena essendo il pranzo terminato alle 17 entrambi non avevamo voglia di mangiare.
Lunedì mattina pre e post colazione, nonostante il tuo resistermi a fin di bene(*) ci siamo ritrovati a fare l’amore ancora ed ancora come se fosse la prima volta, nonostante tutte le prime volte di due questi quasi due anni ( *diciamo che l’astinenza, la pelle non più idratata in alcune zone  ed i nostri continui sfregamenti hanno fatto si che riportassi alcune lacerazioni\ strappi\ arrossamenti su alcune zone del corpo). Sarei dovuta essere felice e non piangere al pensiero di doverti riaccompagnare a casa. Erano ben due mesi che non vedevo il tuo faccino dolce se non in web cam. Ben due mesi che non sentivo il calore del tuo corpo, il sapore dei tuoi baci, i tuoi ti amo sussurrati all’orecchio. Eppure domenica sera mi è sembrato ancora una volta , più del solito, che questi quasi tre giorni non fossero sufficienti, che quel poco tempo che ci è concesso non è per me nient’altro che un mero palliativo a tutta la sete che ho di te, della tua voce, del tuo corpo, della tua presenza. Anche questa volta le mie lacrime hanno trovato riparo tra le tue dolci mani.  Perché anche se a luglio saranno due anni, non accenna a placarsi quel desiderio di poter sentire ogni giorni, ogni sera il tuo dolce respiro accanto al mio. E allora aspetterò ogni nuovo fine settimana, sperando non ci sia un nuovo collasso, ed un ritorno alla fase uno. Aspetterò di poterci ritrovare in giardino, dopo un viaggio in macchina senza poterci toccare, col magone in gola per quel breve tragitto che sembra quasi infinito. Aspetterò di poter fare l’amore ancora ed ancora, come se fosse la prima volta. 

” E faremo l’amore sulle
Foglie e sui prati
Sul denaro e nel fuoco
Dentro ai posti proibiti
Fino al cuore del mondo
E faremo l’amore
Dentro ad un temporale
Tra le luci del centro
Tra le statue di sale
Con il cuore impazzito
Come due innamorati
Come due innamorati
Senza niente da fare
Che non hanno nient’altro
Che “una storia d’amore”

cit Una storia d’amore – Jovanotti

 

Attivismo e politica · Diario · Mondo lgbtqi+ · Mondo T

Le parole sono importanti parte IV : L’autocertificazione dell’attivista

Ebbene si ci sono ricascata, proprio ieri.  Mi ero detta di stare lontana dall’attivismo per sempre, o comunque da un certo ambiente .
Siamo sincere, non mi ha aiutata ne ha aiutato il mio ragazzo con la sua situazione familiare ,anzi quell’ambiente, non ha fatto altro che far maturare in me la voglia di autoisolamento e egoistico supporto.
D’altronde come dicono in molti nel movimento, non ci si può far influenzare troppo dai problemi altrui , rischio Burnout. Ma di questo ne ho già parlato in passato, portando a galla quelli che per me erano le contraddizioni dell’attivismo con l’autodeterminazione .
Ma sapete, spesso mi guardo indietro e penso a quanto vorrei tornare ad essere attiva sul territorio, e nel mio piccolo aiutare ed aiutarmi.
Poi rientro lentamente, silenziosamente in qui territori che ho lasciato e dal cuore esce solo un grande chivemmuorto spontaneo.
Ieri per mio sommo dispiacere ho partecipato ad un evento in rete organizzato dalla Rete donna transfemminista e devo esser sincera ero carica di aspettative, aspettavo un segno che mi convincesse definitivamente a fare un piccolo passo per tornare .
Invece ho ritrovato tutta la mia frustrazione e l’amarezza che mi hanno portata ad allontanarmi dalla politica e dal movimentismo.
Chi mi conosce ed ha avuto il piacere\dispiacere di seguire i miei interventi dal vivo, sa che uso spesso un linguaggio popolare, ricco di battute e riflessioni, credo siano utili per stemperare i toni e rendere l’argomento più interessante, ma soprattutto per colmare quella mia timidezza nel dover parlare in pubblico. Un po alla Troisi uso l’umorismo per mascherare la mia insicurezza . Questa volta però non ci sono riuscita.
Non per mancanze di battute, ma semplicemente perché di quello che ho sentito non c’era un cazzo da ridere.
Ero davvero combattuta se intervenire o meno, timorosa che la mia frustrazione e amarezza sarebbero state troppo palesi .
Ma una vocina dentro me mi ha convinta che era giusto farlo, nel rispetto di tutto quello che ho imparato nei miei due( pochi lo so) anni da attivista e di tanti anni di politica sul territorio.  Per una volta ho cercato di esprimermi senza citazioni o battute,in un intervento propositivo, costruttivo,libero da tutte quelle sensazioni che mi hanno portata a mollare.
Sarà stato il tono della voce,la mia visione forse troppo ottimistica verso chi ascolta,non saprei.
Ed ancora una volta vorrei dare “la colpa” al mio non sapermi esprimere con chiarezza in un autocritica perenne,anche se quell’amarezza mi porta a pensare che in fondo è l’essere umano ad ascoltare senza ascoltare o capire,cieco nei propri slogan, nella propria visione .
Ed ancora una volta vorrei migliorarmi essendo io consapevole di essere la peggiore di tutt* .Ma come diceva Pino daniele parafrasandolo, me so scucciat e parla e dire ogni volta cio che ho dentro e poi star male e poi scrivere.
Il mio intervento era semplice, e pensavo di facile assimilazione, visto che era da quelle soggettività che io avevo assimilato determinate informazioni.
Piccola parentesi, l’evento era incentrato sulla Vagina e la sua conformazione,  trattandola sotto l’aspetto anatomico  ed  organo genitale, quindi in chiave medica\ sessuale. Non in chiave attivistica, non in quanto oggetto di lotta sociale, VULVA, PUCCHIACCA in quanto organo.
L’evento era anche iniziato bene poiché la relatrice ha iniziato il suo discorso sottilizzando che l’evento era rivolto a tutte le persone vaginodotate ( e ci mancherebbe stai parlando ad una rete “””transfemminista”””  creata in seno ad una comunità o presunta comunità lgbtqplus).
Si, peccato che quella neutralità è morta li, in quella frase.
Dopo quel punto è stato tutto un associare la vagina alle donne a parlare di organi genitali maschili e femminili .
ORGANI GENITALI MASCHILI E FEMMINILI PER TUTTO IL CAZZO DI INTERVENTO.
MA PORCAMADONNA…
Ovviamente il mio intervento originale è andato fottutamente a farsi benedire, come avrei potuto ignorare una simile scelta di dialettica?
Vi riassumo il mio intervento : “forse dovreste un po aggiornare la dialettica di alcuni ally o di alcune associazioni presenti all’interno della rete visto che non mi sembra un atteggiamento dialettico rispettoso verso le persone trans”.
Apriti cielo, non l’avessi mai fatto.
Sono stata etichettata come ” quella che vuole imporre le cose” che ne vuole sapere più di tutt*, di maestrina, di quella che critica ma non partecipa, di voler togliere alle donne cis e non il loro esser fiere portatrici di vagine…
Sia chiaro, non ho mai detto che le donne non devono esser fiere della loro vagina, ma se analizzo degli slogan, se analizzo l’intera serata,  trovo un messaggio altamente contraddittorio verso gli input che quegli spazi, spero, cercano di inviare, cioè donna = vagina.
Donna può esser anche vagina ma non solo. Lo trovo un punto di forza, uno
slogan assolutamente riduttivo e controproducente,
stupidamente biologista e discriminatorio verso le persone trans.
Arcilesbica docet
La mia idea, il mio input era quello di  rilanciare lo slogan verso aeree più inclusive, da : le donne devono essere fiere della loro vagina ,ad un più inclusivo , le donne devono poter esser fiere dei loro genitali e del proprio corpo, libere di poter vivere la propria
sessualità senza pregiudizi. e a dirlo è una ragazza trans in alcuni campi estremamente binaria.
Vi leggo alcun commenti che mi so arrivati , di cui ho fatto gli screen e che potete tranquillamente trovare sulla mia pagina fb, ma che non metterò qui per motivi di privacy.
Sono parti di commenti , che ovviamente non posso infilare completi poiché sfociano in più argomenti nello stesso blocco, tanto mi accuseranno a priori di manipolarle, ma come ho detto ho gli screen completi a vostra disposizione se ne vorrete fare uso, a testimonianza che non mi sto inventando niente sfortunatamente.
C’è chi ha detto : ” se in un incontro parlo di vagina a livello biologico e di donne portatrici di vagina, in che modo escludo o risulto offensiva verso un uomo con la vagina o una donna con il pene”
Stesso discorso si potrebbe fare con l’utilizzo dell’asterisco o della u per le persone non binarie. In che modo il mio parlare un italiano corretto concludendo le frasi con il maschile, che in italiano corrisponde al nostro plurale o neutrale, dovrebbe offendere le persone non binarie. lo fa, infatti abbiamo inserito alternative al maschile, ci impegniamo nel farlo usando l’asterisco e la u. Si tratta di rispetto, non abbiamo il they, e l’* e la u da purista della lingua non lo trovo un problema, come mi è stato detto , ma una soluzione seppure temporanea ad una richiesta ben precisa di integrazione, che non vuol dire cancellazione dell’altro ma rispetto di tutt*.
Stesso discorso, in che modo parlare biologicamente di vagine e donne potrebbe offendere la comunità trans? Potrebbe e non potrebbe, ma cercare di essere inclusivi dovrebbe portare a rispettare le proprie componenti, tutte, al di la delle statistiche.
E comunque  già se sei una rete transfemminista e fai eventi sulla biologia mi farei due domande e come ho già detto l’evento parlava di vagine in quanto organi. Potevi tranquillamente non usare un genere e parlarne apertamente. Avresti dato informazioni esaustive e saresti stata rispettosa verso la comunità trans.
E allora potreste dirmi: 2 e Serena ma la vagina di un uomo ftm funziona diversamente da quella di una donna cis, stesso discorso per la vagina di una donna trans .
Verissimo ma :
1 ci sono uomini ftm non medicalizzati
2 avresti potuto parlare di tutte le tipologie di vagine e del loro funzionamento, le cosidette neovagine e le vagine sotto testosterone. Sei o no una rete  nata da una costola di un movimento lgbtqplus?

E allora mi è stato risposto : “e ma si parlerà di sessualità della componente trans in un’altro evento” Bene continuiamo a sottolineare la differenze tra donne trans e donne cis mi raccomando.
Ma la cosa che mi ha fatto più incazzare è stata la giustificazione nell’associazione donna vagina, giustificandola con “un l’associazione vagina\donna era maggiormente appropriata, oltre che statisticamente rilevante, specie in un contesto in cui si parla di anatomia”.
MA che CAZZO STAI DICENDO.
In sintesi mi stai dicendo che , visto che ci sono più donne con la vagina di uomini con la vagina e donne col pene è giusto utilizzare il femminile. E tu saresti l’associazione che dovrebbe difendere le minoranze e soprattutto quella comunità che della biologia se n’è sbattuta le palle pur di vivere da se stessa , pur di autodeterminarsi .
E ripeto, la mia non è stata una critica all’evento, medicalmente corretto, ma a come stato gestito. Ovviamente era un ally a gestire la serata e ovviamente non si può offendere un ally, anche se col suo modo di fare, col suo linguaggio va contro e ti fa andare contro, vedi dichiarazioni di certi attivisti, al tuo credo. Io di un ally cosi ne faccio a  meno.
Perché anche se spesso gli stessi attivisti se ne dimenticano, quando fa comodo per “tenere dentro tante soggettività anche quelle che paradossalmente dalla mia proposta di linguaggio inclusivo si sentirebbero cancellate” , queste sono idee che io ho assimilato proprio da loro, io che fidatevi ero estremamente biologista specie e soprattutto verso me stessa , e chi mi segue da tanto lo sa, conosce le mie lotte interiori. Insegnamenti associazionisti  che a quanto pare diventano dittatoriali, tentativi di imporre la propria visione quando li ricordi o li fai notare. nel senso, se lo dico io quando voglio io va bene, ma se te partecipante passiva mi fai notare le contraddizioni del mio parlare richiamando quello che io ti ho insegnato, vuoi imporre le tue idee.
Misteri della fede.
Perché diciamoci la verità, quest’evento è stato un contentino per tener dentro quei movimenti femministi, colmi e stracolmi di quei soggetti ancorati a quei GLORIOSI anni 70 da cui non vogliono staccarsi e dove la comunità trans non aveva voce in capitolo, e che di transfemminismo non hanno un cazzo, se non quando gli fa comodo.
Ma d’altronde so io quella che vuol fare la maestrina con arroganza nonostante il richiamassi come ho detto i loro stessi dogmi…
Ed ovviamente dulcis in fundo: “e ma sei brava solo a criticare, meno critiche più partecipazione”. Con tutto il rispetto se per partecipazione s’intende far parte a questo tipo di interazioni ed eventi, mi venisse una scarica elettrica momentaneamente paralizzante in entrambe le mani e la lingua se solo ripenso ancora una volta a voler tornare.
Forse sono davvero io nel torto, arrogante e pretenziosa. O forse mi aspetto e aspettavo troppo da certi ambienti e davo per scontato determinati step. E allora provo e parlare a spiegare ma ovviamente divento per chi non vuole ascoltare, forte del suo nonnismo di attivista degli anni 70 , la maestrina.
Ed alla fine, in fondo al tunnel di parole, non mi rimane che citare Pino Daniele :” Se capisci va bene,O sinò te futte”.

Mondo T · Racconti brevi

Stessa routine, nuovo logo

Salve a tutt*.
Probabilmente se state leggendo questo post nel periodo della pubblicazione , siete bloccat* come me a casa per via di tutta questa situazione.  In teoria dovrei sfruttare questa quarantena per scrivere il più possibile ed assicurarmi visibilità, visto che bene o male siete a casa a non fare una sega. Ma la verità per quanto triste è che continuo a non avere niente da dire ne voglia di scrivere o fare altro e questa situazione non ha fatto altro che perpetuare uno status di isolamento che già vivevo da tempo.  Detto tra me e voi, lavoravo già saltuariamente prima e per la maggior parte del tempo ero chiusa in casa, escludendo i fine settimana quando uscivo a prendere il mio fidanzato per poi chiuderci insieme in casa.
Quindi cosa è cambiato ora? in teoria niente, ma in pratica tutto. Gli unici attimi che vivevo con gioia e passione mi sono stati preclusi, visto che lui ha deciso di vivere questa quarantena a casa dei suoi , sicché non so quando potremmo vederci nuovamente.
Non starò qui a scrivervi quanto mi manca il suo corpo ed il suo calore, vi risparmio la desolazione. E’ strano… Con l’androcur la mia libido è notevolmente calata, facendomi vivere il sesso con uno spirito, diciamo meno allegro rispetto al passato. Eppure quanto mi manca sentire i suoi gemiti.
L’ultimo fine settimana che ci siamo visti prima della quarantena non abbiamo fatto nemmeno l’amore, dando per scontato che avremmo avuto un intera settimana per farlo. ( avrebbe dovuto trascorrere una settimana casa mia ma ovviamente è saltato tutto)
Il tempo è una cosi mera illusione.
Comunque sto scrivendo anche su tumblr. Cioè sto cercando di pubblicare articoli che qui avevo già scritto in passato, ma in inglese ( tradotti da lui ovviamente). Magari in lingua barbara riesco ad attirare qualche lettore in più, visto che il blog non ha ottenuto tutto questo gran successo.
Per l’occasione ho anche creato un logo ( 6 in realtà) che pubblicherò a breve.
Prima che vi triggeriate, si lo so. Il termine è utilizzato in maniera offensiva e negativa verso le donne trans , ma hey, è ora di riprenderci il potere delle nostre parole .
In un momento storico in cui il calore del tocco umano sembra solo un lontano ricordo, e la memoria di un volto amico un miraggio lontano, è ora di ridare potere alle parole, al loro significato e sottometterle al nostro volere sottraendole ai nostri nemici.
Contro chi vorrebbe rinchiuderci in esse e con esse , come marchi di fuoco sulla nostra pelle , sulle nostre vite.
Sulla scia della satira di Lenny Bruce, comico che lottò a lungo contro i perbenisti, il patriarcato e il razzismo, vi auguro una serena quarantena.

Vi lascio un pezzo di un suo spettacolo che riassume al meglio quello che ho cercato di dire in 30000 parole
In un suo show si rivolse cosi al suo pubblico:
C’è qualche negraccio qui stasera? Volete accendere le luci per favore? i camerieri e le cameriere, possono smettere di servire per un momento?..
Che cos’ha detto? C’è qualche lurido negro qui stasera? Si che ce n’è uno perché lo vedo lavorare. Vediamo.. ecco là due luridi negri, e fra quei luridi negri c’è un giudeo usuraio, là c’è un altro giudeo; due usurai e tre luridi negri, e c’è anche uno spaghetti, giusto? […] E con questo siamo arrivati al punto.
E cioè che è la repressione di una parola quello che le dà la violenza, forza, malvagità. Se il presidente Kennedy apparisse in televisione e dicesse: ‘Vorrei farvi conoscere tutti i negri del mio gabinetto’, e se continuasse a dire negro, negro, negro a tutti i neri che vede, finché negro non significherà niente, mai più; allora non vedreste piangere un bambino di sei anni perché l’hanno chiamato negro”.

A presto ❤

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Diario

Offtopic :perchè Marvel e simili non falliranno MAI

ATTENZIONE l’articolo contiene SPOILER su alcuni fumetti MARVEL.
Che poi spoiler una sega, il più recente è uscito 5 mesi fa, ma per correttezza ho preferito avvisarvi.

Rieccomi nel mondo dei vivi, dopo circa un mese di assenza. Se continuo di questo passo rischio di pubblicare ancora meno di yotobi , con l’unica differenza che lui può permetterselo avendo un vasto pubblico a differenza della sottoscritta. Ma come ho già detto in passato più, è inutile pubblicare a manetta se non si ha nulla d’interessante da dire.
Ero un po indecisa se pubblicare o meno questo articolo essendo un offtopic enorme, ma dopo la grandissima delusione di stanotte non ho resistito.
Leggo fumetti Marvel da un po, circa 8/9 anni . Non tantissimi certo, specialmente per un mondo dalla vita cosi lunga come la Marvel.
Ho iniziato per un motivo ben preciso, riassumibile in una sola parola, cambiamento o se vogliamo evoluzione.
In quel periodo diversi personaggi Marvel stavano subendo un cambiamento mai visto prima, si stavano “evolvendo” , intraprendendo strade davvero coraggiose, soprattutto per una casa editrice come la Marvel, emblema della  massima ” tutto cambi perchè nulla cambi”. Ero DAVVERO sorpresa.
Chiedo scusa in anticipo, potrei scrivere delle inesattezze temporali ma sono di poco conto nella storyline generale, quindi sorvolate.
Tutto ebbe inizio con Venom , che se ricordo bene era, almeno agli esordi, inglobato tra le pagine di Amazin Spiderman.
In quel periodo Venom stava attraversando una profonda e coraggiosa  trasformazione. Dimenticate il simbionte schizzato arcinemico di Spiderman mangiacervelli “indossato” da Eddie Brock , acqua passata.
In quel periodo nasceva L’agente Venom, un eroe al servizio dello shield sotto cui la “maschera” si nascondeva l’ex eroe di guerra ex bullo di Peter Parker Flash Thompson . La storia di Flash non ha nulla di originale. Durante una missione Flash sacrifica le proprie gambe per salvare i membri del proprio plotone da un attacco terroristico; tornato a New York viene scelto come candidato per il progetto Rinascita, che attraverso l’innesto temporaneo del simbionte, mira alla creazione di un nuovo soldato per missioni di infiltrazione ad alto rischio. Flash accetta, diventando così il loro Venom personale: un agente super umano mutaforma. Il simbionte dona oltre alla possibilità di cambiare aspetto, anche la possibilità di trasformare gli arti in oggetti utili come bisturi o siringhe.
Iniziano cosi quindi le sue avventure, tra lo scetticismo dei suoi ex nemici e la popolazione, che aveva fino a quel momento visto venom come una scheggia impazzita pronta ad uccidere chiunque.
La serie è andata avanti per ben 8 anni circa tra alti e bassi del personaggio che entrerà  a far parte addirittura dei vendicatori della galassia per un breve periodo . Flash Thompson e Venom rappresentano quel “cambiamento” di cui vi parlavo all’inizio. Quel coraggio che la Marvel stava iniziando a tirar fuori riuscendo a sviluppare delle storyline DAVVERO in continua evoluzione, con uno sviluppo psicologico e personale del protagonista tangibile , drastico. Venom era la dimostrazione che i nostri back ground, la nostra formazione personale e caratteriale sono spesso la conseguenza diretta del mondo che ci circonda. Che le nostre scelte solo la conseguenza ( non sempre ovviamente) del nostro vissuto, delle nostre esperienza nella società. Questo arco narrativo dimostra che sotto una guida “sicura” anche venom può essere un elemento positivo. Lo stesso thompson passa dall’essere un bullo a eroe di guerra,  portando dentro di se numerose ferire, “demoni” contro cui sarà costretto a confrontarsi quotidianamente ( uno su tutti l’alcolismo ). Un eroe UMANO che però a differenza dei vari Spiderman, Thor ecc ecc porta con se una reale evoluzione narrativa.
Dopo 8 anni ovviamente come decide di gestire tutto questo la Marvel?
Semplice, facendo fondo alla frase che prima ho citato “tutto cambi perché nulla cambi”. Flash thompson viene fatto schiattare e il simbionte torna dopo qualche peripezia da Eddie, FINE. L’evoluzione del simbionte viene TOTALMENTE annullata, trasformando quell’essere in un soggetto totalmente in balia degli eventi, senza nessuna volontà propria .
Secondo esempio ma importantissimo che ha dato il via alla motivazione di questo piccolo articolo ( in realtà avrei voluto citare anche deadpool, ma li la questione è ben più complessa).
Dicevo, secondo esempio : Superior Spiderman.
Superior SpiderMan è o meglio era il mio supereroe preferito.
Chi è (era) SuperioSpiderman? be è …complicato.
In sintensi: SuperiorSPiderman è dockoc nel corpo di Peter Parker almeno all’inizio .
Andiamo a piccoli passi. Il doctor octopus, arcinemico di Spiderman , a seguito dei numerosi anni sotto l’esposizione ai suoi tentacoli scopre di avere una grave malattia( credo un tumore o na roba simile) e decide di attuare il suo ultimo piano disperato, trasferire la sua mente nel corpo di Spiderman prendendo possesso del suo corpo.
Il piano ha successo e colpo di scena , quando tutti si aspettavano il deux macchina che avrebbe riportato tutto alla normalità Peter muore tra le braccia di Spidrman(octopus) ma prima gli fa promettere di continuare il lavoro di spiderman poiché da grandi poteri derivano grandi responsabilità ecc ecc.
Nasce cosi Superior Spiderman , più vigilante \ giustiziere che supereroe , spietato contro i propri nemici, arriva perfino a rinchiudere e sfruttare torturando  i suoi vecchi alleati, i sinistri sei. Superior spiderman però soffre di una piccola pecca che lo porterà alla resa e che in un certo senso è figlia della mentalità che ha sempre portato alla sconfitta il buon vecchio Doc, L’arroganza. Il nome Superior Spiderman la diceva lunga. Consapevole dei propri limiti,  riconsegnare al suo legittimo proprietario , Parker , il suo corpo, ammettendo la sua “superiorità “.
Ora non starò qui a scrivervi tutta l’evoluzione del personaggio ma fidatevi, è ENORME.
Per farla breve, sempre nei panni dello Spiderman superiore, Octo ( con un nuovo corpo), si trasferisce San Francisco diventandone l’eroe, imparando dai suoi errore ed arrivando a chiedere aiuto anche a personaggi sgradevoli come il Dottor Strange . Se avete letto qualche fumetto del Dottore capirete perché lo definisco sgradevole. Anche perché lui da uomo di scienza ha sempre definito la magia un offesa all’intelletto umano. Un personaggio che arriverà a piangere per non essere riuscito a non salvare 34 persone nel MONDO, durante l’invasione di alcuni giganti di ghiaccio, arrivando a piangere davanti al suo ex Nemico Parker per la sua “incompetenza”. Riuscite a vedere l’evoluzione ?Da cattivo schiavo della sua tecnologia, a Vigilante che usa qualsiasi mezzo, anche il sacrificio di alcuni civili, a EROE che non riesce a perdonarsi ogni minimo errore.
Ed ovviamente anche qui dopo 8 anni come decide la Marvel di gestire la sua evoluzione? Semplice la cancella LETTERALMENTE in DUE pagine. DUE MALEDETTISSIME PAGINE . In sintesi non spoilero troppo per chi volesse leggerlo.
Un antagonista deciso a vendicarsi per dei  motivi che chiamare futili è un complimento, decide di
1 dire a tutti che superior Spiderman è il dock
2 uccidere tutte le persone a cui tiene se quest’ultimo non uccide in 3 giorni 3 civili random.
Nonostante la terribile rivelazione la popolazione ed i nuovi amici di Superior reagiscono in maniera matura con un ” esticazzi non ce lo mettiamo ? Comprendono che il cuore e le intenzioni dell’ex doc sono buone e gli perdonano ogni azione passata .
Ovviamente non potendolo sconfiggere con la forza o non volendo che cio accada, avendo deciso per la  cancellazione del fumetto, la marvel s’inventa una soluzione che definirla OFFENSIVA per i lettori e per chi ha lavorato sullo sviluppo del personaggio è un complimento.  Superior arriva alla conclusione che con la sua attuale attitudine da eroe non può vincere, decidendo quindi tramite l’aiuto di Mephisto, il diavolo del mondo marvel, di tornare ad essere il vecchio Doctor octopus cancellando ogni traccia dei suoi ultimi anni.  Ma che cazzo vi siete fumati??? Avrei preferito un finale in cui sacrificava la sua stessa vita, sarebbe stato più rispettoso per i lettori e l’evoluzione del personaggio , ma hanno scelto un semplice tasto reset in 2 pagine. 8 Anni di fumetti, lacrime, cambiamenti,cancellati solo per far tornare in campo un vecchio nemico di Spiderman. In tutto questo non sono esenti da colpe quella fetta stantia dei lettori marvel . Cosi abitudinari, cosi spaventati dal cambiamento. Immagine perfetta dell’essere umano , abitudinario, spaventato dal mondo che cambia e che cerca almeno nei fumetti o in tutto quello che lo circonda un mondo, un immagine fissa nel tempo, immutata , invariata, per sopperire alla paura di un mondo in continua evoluzione .
Quindi tornando al titolo, perché Marvel e soci non falliranno mai? Perché sono un prodotto di successo? Anche ma perché lo sono? Semplice perché danno al pubblico, almeno alla larga fetta ,quello che il pubblico vuole, un mondo immutabile , immutato nel tempo, dove tutto cambia per poi non cambiare mai.  Ed essendo l’essere umano un animale abitudinario avere la possibilità di avere a propria disposizione un mondo dove ogni cambiamento è cancellabile  con un click rappresenta un ancora di salvezza immensa ,ma terribilmente deprimente.
Fortunatamente il mondo reale cambia va avanti( non sempre in bene) nonostante il vostro goffo tentativo di ancorarlo alle vostre abitudini, alla vostra visione fissa del mondo. Il mondo va avanti, e di voi resterà solo un piccolo granello di sabbia nel vento del cambiamento, un cambiamento che non potete cancellare con un click.

Diario · Mondo T

E fattela na risata

Premessa ENORME. Con questo mio post non intendo contestare il concetto di libertà d’opinione ma il suo utilizzo,il contesto, il luogo ed i modi con cui viene esposta. Un conto è esporle nella propria cerchia personale\amicale, un’altro è farlo sul webbe 2.0 in gruppi vari o attraverso piattaforme come twitch e youtube, la linea sottile tra opinione e disinformazione è facile da oltrepassare. Che poi anche il concetto di libertà d’opinione è ingannevole . Se la tua opinione è offensiva, se è na merda, io non posso non fartelo notare edulcolorandola , sarebbe come( estremizzo ovviamente) giustificare un certo tipo di idee razziste o omofobe con la tanto abusata frase “è una mia\sua opinione” .
Premesse premettendo vi espongo il perché di questo post.
Oggi so uscita dall’ennesimo gruppo lgbtececc Friendly o presunto tale. Motivo? le classiche battute transfobiche di sta ceppa giustificate come ho già accennato con le ormai abusatissime frasi :” e fattela na risata ” o la new entry dell’anno ” è una mia opinione\ e ormai non si può fare più satira” . La cosa che ancora mi sorprende ma che ormai non dovrebbe più e che queste battute tanto simpatiche vengono dalle cosiddette ” minoranze” tanto bersagliate dalla cosiddetta società civile e che quindi dovrebbero avere il tatto e la consapevolezza di cosa si prova( esempio su tutti la comunità lesbica). Ma si vede che le tante battute fatte sulla comunità L fatte passare appunto come satira non hanno insegnato nulla alla suddetta comunità.
Altro punto che vorrei toccare è la differenza tra libertà d’opinione e disinformazione.
Come in premessa ripeto un conto è parlare di un determinato argomento nella propria cerchia personale un’altro è parlarne attraverso mezzi d’informazione che potrebbero arrivare ad una grossa fetta di pubblico. In sintesi : non dico che non puoi sparare le tue opinioni, per quanto discutibili ma almeno evitalo di farlo in modo da creare disinformazione, soprattutto se non sai na ceppa dell’argomento .
Per poter parlare di un determinato argomento attraverso dei mezzi tanto potenti come il web, la stampa cartacea o la tv dovrebbe esserci almeno uno dei 3 elementi che menzionerò per poter fare della corretta informazione. Senno luat man.

1 Delle conoscenze “scientifiche” sull’argomento : Avere delle conoscenze di carattere accademico o scientifico dell’argomento di cui intendete parlare . Es volete parla di storia facendo revisionismo in maniera accurata ? Se non siete storici o affini lasciate perdere. Volete parla di Disforia o altri argomenti di stampo medico? Se non avete competenze aggiornate in campo medico luat man, il rischio di dire cazzate è alto Non ne avete le competenze professionali, lasciate stare. Con questo non voglio dire che solo gli accademici possono farlo( prima di triggerarvi leggete il secondo ed il terzo fattore) ci mancherebbe, ma entra in gioco il secondo fattore .

2 Secondo fattore: Conoscenze teoriche, LE FONTI. Volete parlare di un determinato argomento ma non avete competenze “scientifiche ” a riguardo? Usate le fonti, i dati, le ricerche di chi è più esperto di voi, anche di due “fazioni” opposte sull’argomento, in modo da poter parlare di un argomento in maniera completa(Tesi\antitesi), facendo realmente informazione. Anche un giornalista ad esempio può parlare di storia ma DEVE citare le FONTI. Altrimenti si passa facilmente dalla Storia alla Fantastoria. Come direbbe un mio insegnate, ovviamente userebbe una dialettica più forbita, :” senza fonti non si cantano messe”. Idem in chiave scientifica. Si passa dalla scienza alla fantascienza. VOLETE PARLARE Disforia LE FONTI, senno sono solo opinioni personali senza fondamento. Non vi triggerate ancora leggete l’ultimo passo.

3 L’esperienza personale : Questo fattore è più facilmente ricollegabile all’argomento disforia. Non avete le competenze scientifiche e non volete appellarvi ai dati ma volete comunque parlare dell’argomento? State vivendo personalmente cosa vuol dire essere disforici? Bene , parlate della vostra esperienza sarà sicuramente più informata di chi parla dell’argomento sparando a caso. Ovviamente ogni esperienza è personale e potrebbe non riassumente pienamente ogni dettaglio dell’argomento poiché ognuno di noi vive una certa esperienza in chiave diversa.

Detto questo amici youtuber o di twitch, opinionisti dell’ultima ora , tuttologi , se non avete nessuno dei 3 punti elencati ma volete comunque parlare dell’argomento senza invitare un ospite chiaramente più informato di voi fatevi e fateci un piacere, luat man, poiché fate più danno della grandine. E se proprio sentite il bisogno di registrare qualcosa fatelo tra di voi , riguardatevi e poi piglatv allegramente a paccr da soli a due a due finché non diventano dispari, magari riuscite a capire il danno che potreste fare.

La vostra trans ( poco) amichevole di quartiere

Attivismo e politica · Diario

Le parole sono importanti: parte 3 Femminismi e simbologie

Si Lo so.

Sono sparita per così tanto tempo, da non ricordare la data del mio ultimo articolo. Ma come ho già detto più volte, quando non sia nulla di interessante da dire è sempre meglio tacere che scrivere banalità.
Ma Serena, se ritornata a scrivere solo per alimentare la tua voglia di far polemica, che tanto ti “diverte” da un anno a questa parte?
Può darsi! D’altronde ho notato che non sempre quello che scrivo viene capito, o meglio non sempre si va oltre la patina polemica per carpirne i concetti pratici delle teorie quotidiane di cui parlo.
Ad esempio: quando ho cercato di parlare nel mio ultimo articolo del concetto limitante di autodeterminazione portato avanti da alcuni movimenti, che incitano all’autodeterminazione senza tener conto delle problematiche quotidiane che ruotano intorno a esse, sono stata etichettata come ingrata o faziosa.Nonostante io abbia più volte affermato che il lavoro associazionistico è essenziale in alcuni contesti ed in alcuni passaggi del lungo percorso per autodeterminarsi. Ma non ho mai negato che essendo un percorso tortuoso , ha bisogno di un supporto a 360° , più pratico e meno filosofico. Il mio quindi era un semplice discorso pratico su quanto l’autodeterminazione passa anche attraverso l’acquisizione di un lavoro utile e dignitoso, essenziale per una buona riuscita personale, e su quanto i movimenti lgbtplus dovrebbero ritornare a parlare anche di problematiche sul lavoro, affiancandosi nelle lotte ed alle problematiche dei lavoratori e delle masse popolari di cui comunque fanno parte.
Niente di più niente di meno!
Ma si vede era un concetto troppo difficile da capire.

Tornando ora al titolo, in questi giorni ragionavo tra me e me sul concetto di femminismo e trans femminismo. Come mia abitudine dalla scrittura della mia tesi di laurea, di solito quando voglio trattare un argomento lo divido in due fazioni: tesi e antitesi.
Quindi da una parte analizzo un’idea, un pensiero, un concetto che mi sembra a primo acchito valido, dall’altra, per quanto possibile, ne analizzo i punti a sfavore, le incongruenze ( Grazie Professore Silei) .
Ho iniziato a ragionare sull’utilizzo della parola femminismo invece di trans femminismo( dopo aver visto il visto il film Suffragette devo esser sincera ).
Tra me e me ho pensato:( Tesi) in fin dei conti basterebbe utilizzare la parola femminismo , poiché al di la della componente interna cis o trans l’obiettivo è la lotta a difesa di tutte le donne, quindi inutile puntualizzare con la parola trans anzi, potrebbe dare come prima impressione una maggiore integrazione della componente trans.
(Antitesi)Il problema però è che non tutte le correnti femministe sono in realtà trans includenti, di conseguenza l’utilizzo della parola trans femminismo è essenziale per distaccarsi da quei femminismi radicali che escludono a priori le donne trans in quanto le ritengono non donne. L’inserimento della parola trans nella sigla femminista è essenziale poiché dà forza ad un concetto che il movimento dovrebbe far suo partendo dalle parole e dai gesti. Ed è proprio da qui che parte l’inghippo, l’ingranaggio da oliare, il tassello da modificare e reintegrare in maniera realmente inclusiva, per far si che si parli realmente di trans femminismo, e non solo per facciata o quieto vivere verso la comunità trans e lgbeccecc, partendo dalle parole, perchè le parole sono importanti. Mi piace citare Nanni Moretti, le sue parole sono adattabili, malleabili, utilizzabili in più contesti (nel mio caso la terza volta che utilizzo la frase le parole sono importanti). In questo caso avrei dovuto allungare la frase dicendo: le parole e le immagini sono importanti.
Ci sono slogan, immagini, rappresentazioni, che il mondo femminista, se realmente punta ad essere transfemminista, dovrebbe escludere o perlomeno rielaborare nel proprio vocabolario di lotta. Il concetto del corpo come terreno di lotta è essenziale, ma è il valore del corpo, l’oggetto in se che va decontestualizzato e rimodellato, per far sì che non si applichi ancora quel sistema binario di divisione del genere attraverso i genitali.
Vi faccio un esempio pratico: l’utilizzo dell’immagine della vagina negli anni 60 da parte del movimento femminista era legittimo, poiché la componente trans non era particolarmente accettata all’interno di essa. L’immagine e la rivendicazione di quella parte del corpo che la società negava o voleva controllare era essenziale per scatenare l’indignazione e suscitare scalpore in una società tipicamente maschilista.
Ma in un movimento che si identifica come trans femminista, l’associare la vagina ad un genere ben preciso, ad una lotta ben precisa( quella delle donne) rischia non solo di creare forti discriminazioni e fraintendimenti verso la componente trans femminista Pene munita( me compresa), ma soprattutto di richiamare una forte componente trasfobica verso le persone trans ftm non operate.

Con questo non sto dicendo che una donna che possiede una vagina non deve essere fiera del suo organo genitale. Non sto affermando che le lotte collegate l’apparato vaginale non siano corrette o essenziali, pensiamo ad esempio all’aborto. (Devo sottolinearlo per non creare nuovamente polemiche inutili e futili da parte di chi non legge realmente quello che scrivo). Ma semplicemente di non associarlo a tutte le donne e di non utilizzarlo per identificare la lotta di tutte le donne, non essendo tutte le donne vagino munite. Per l’occasione, per esprimere meglio il concetto vi lascio in descrizione il link di una poesia di una donna trans.( il video è in inglese) #
Stesso concetto per le immagini utilizzate che richiamano spesso ad un organo genitale ben preciso, come se fosse l’unico a rappresentare il genere femminile.
Amiche care che vi dichiarate trans femministe, è a voi che lancio questa sfida. Rinnovatevi e rinnovate il movimento di cui fa parte, partendo dalle parole, dalle immagini e dai gesti con cui rappresentare tutte le donne, comprese le donne trans, solo allora potrete chiamarvi trans femministe. Quando riuscirete ad andare oltre il corpo, oltre a un corpo, che per molti anni è stato terreno di lotta per molte rivendicazioni legittime , ma che oggi va oltre un solo tipo di rappresentazione. Perché se è vero che come recita un vostro slogan: “il corpo è mio e lo gestisco io”, allo stesso modo “il corpo è nostro e lo gestiamo noi”, senza paletti e gabbie attorno ad organi genitali ben precisi per poterci identificare come donne, Senza organi genitali dietro cui dover o poter lottare, ma persone unite in una sola lotta, verso un solo obiettivo.
E per parafrasare una vecchia canzone socialista : “Sebben che siamo donne Vagine non abbiamo”.

See you later ❤


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Perché ho lasciato l’attività politica e l’attivismo associativo

Wee sister keeep calm, sta settimana ti sei fatta viva 3 volte, un miracolo.
Avrei dovuto scrivere questo pezzo mesi fa, avendo lasciando l’attività politica da circa un anno e quella associativa da qualche mese, ma avevo bisogno di maggiore lucidità per riuscire a non far corrompere le mie parole dalla rabbia, dalla frustrazione e dalla delusione.
Per quanto riguarda l’attività politica, be sono stati anni d’intensa attività, anche attraverso progetti di una certa importanza ( vi ho già parlato del Tortuga qualche mese fa).
Ho fatto parte di un direttivo cittadino di un partito di sinistra extraparlamentare( Rifondazione Comunista) nonché del collegio di garanzia regionale dello stesso. Insomma mi so data il mio bel da fare.
Potrei attribuire il mio allontanamento a due fattori.
Il primo, che in un certo senso ha poi influito anche sull’abbandono al mio impegno nell’associazionismo è la delusione e l’amarezza verso il genere umano.
Un vecchio compagno toscano diceva:” vu avete a votà ancora i padroni , bene che vo tirino nicculo” (chiedo scusa per la grammatica toscana, non sono toscana ma vivo qui da 15 anni).
A modo suo aveva sintetizzato il detto, chi è causa del suo male pianga se stess*.
Non che prima avessi tutta sta fiducia verso l’homo sapiens sia chiaro, ma vedere certi atteggiamenti ripetersi in ogni contesto, ti fa capire che al di la dell’appartenenze politica, territoriale o comunitaria, ci sono azioni che fanno parte dell’essere umano in se impossibili da estirpare. Non che io sia migliore degli altri sia chiaro,anzi. Come ho detto più volte probabilmente io sono la peggiore, avendoli accettati come un segno indelebile, un male impossibile da sconfiggere o da estirpare.
Il secondo fattore è probabilmente il continuo codismo del partito di cui facevo parte, sia a livello nazionale, con decisioni imbarazzanti del segretario nazionale, sia con degli atteggiamenti attendisti a livello comunale e provinciale. Nonostante provassi continuamente ad aprire dibattiti, alimentare la creazione di documenti utili a confrontarci con l’elettorato o per lo meno con la popolazione autoctona, la creazione di ogni singolo post su fb, di volantini, di eventi portava ad un continuo ed infinito calvario. Uno strazio a cui non intendo più partecipare. Se poi aggiungiamo la risposta della popolazione ed il fattore uno i giochi si sono evoluti automaticamente.
Per quanto riguarda il mio abbandono all’attività associazionista il discorso si da più complesso.
I fattori anche in questo caso sono stati due.
Il primo che ho gia menzionato è la mia non più fiducia nel genere umano, in questo amplificata dalle varie “”””lotte””” interne alla comunità lgbteccec.
Come ho già scritto in qualche articolo fa, vedere, toccare e subire sulla mia pelle le varie discriminazioni da parte di altre componenti della comunità, ad esempio diverse e continue vessazioni da parte della comunità L e G verso la comunità T, mi ha fatto capire che il far parte di essa non ti rende una persona migliore.
Il secondo fattore è il limite con cui l’associazionismo analizza ed affronta le varie difficoltà delle masse popolari.
Questa parte rischia di diventare alquanto complessa, quindi probabilmente la scriverò in più archi temporali. Sarebbe dovuto essere il mio primo argomento sul mio canale di youtube, se a Poggibonsi non avessero deciso di amare gli anni 90 cosi tanto da decidere di restarci perennemente con una connessione da 8 mb in download e 70 kb in upload, limitando ogni mio possibile progetto su youtube.
Ma partiamo con calma e dall’inizio.
Da quando ho iniziato a frequentare l’ambiente associazionista c’è una parola che più di tutte ho sentito ripetere continuamente. Usata ed abusata a volte senza criterio o cognizione.
Una parola che al solo pronunciarla riempe la bocca , ti da piena soddisfazione , un po come dire pucchiacca in napoletano( è un termine volgarotto ma rende bene l’idea).
La parola è : autodeterminazione, ripetetela con me A-U-T-O-D-E-T-E-R-M-I-N-A-Z-I-O-N-E.
Es : ” che stai facendo?” risposta :” mi sto autodeterminando”
Uaaaa, che sciccheria, che soddisfazione eh?
Ma trasportiamo questa parola nel mondo reale.
Prendiamo ad esempio una persona T che intende iniziare un percorso medicalizzato, esempio “semplice”. Cosa deve fa sta persona per autodeterminarsi?

Primo passo:
– Prendere coscienza di se , del proprio essere ed accettarsi. Primo passo importantissimo e difficilissimo ed in questo l’appoggio di un associazione presente e forte può fare la differenza, soprattutto come tramite verso la famiglia o la società circostante.

Secondo passo: Cercare un lavoro per sostenere le varie spese o cercare di mantenere il proprio , cosa non facile specie quando i propri documenti non sono aggiornati e la discriminazione è dietro l’angolo. In un periodo di crisi del capitalismo, la questione lavoro per le persone T , medicalizzate o non resta un punto fondamentale per autodeterminarsi. Dalle mie parti si dice: senza soldi non si cantano messe.

Terzo passo: recarsi in un centro che si occupa di disforia di genere ed attraverso una serie d’incontri a PAGAMENTO iniziare un percorso lungo , difficile e costoso per accedere alla terapia ormonale, le operazioni ecc ecc

Tutto facile vero? o comunque accessibile con la sola forza di volontà. Col cazzo!!
Ok dove voglio arrivare? Dove sarebbero i limiti dell’associazionismo?
L’aver dimenticato che i diritto civili senza i diritti sociali sono puro fumo negli occhi per quanto importanti.
L’aver dimenticato o accantonato l’appoggio alla classe lavoratrice in un momenti di vitale importanza, da qui la frase, senza soldi non si cantano messe.
Se non ho un lavoro o se il mio posto di lavoro non è tutelato da tutte le discriminazioni che potrei subire che vanno ad aggiungersi alle vessazioni che le masse popolari subscono in questo sistema economico e politico, col cazzo che posso AUTODETERMINARMI. Puoi spingermi , incitarmi ad essere me stess* quanto vuoi, ma se non mi supporti a 360% in ogni aspetto della mia esistenza, il mio processo non potrà mai “completarsi”, ma rischia di portarmi ad un isolamento sociale e lavorativo.
Quindi come ho già detto mille volte Diritti sociali+ diritti civili = PIENA AUTODETERMINAZIONE, sennò sono parole al vento buone per riempirsi la bocca.
Facciamo due conti va. Parlo per esperienza personale in regione toscana , dove almeno i farmaci sono passati dalla regione quindi almeno nel mio caso aggratis
Primo anno : Un anno di visite psicologiche\psichiatriche a 20\25 euro a ticket ( nella fascia isee più bassa) due visite al mese.
Secondo anno: alla psicologia e alla psichiatria, con visite meno frequenti si va ad aggiungere l’endocrinologa, che ad ogni rinnovo prescrive giustamente analisi del sangue per monitorare lo stato di salute del corpo sotto tos. Le mie prime analisi le ho pagate quasi 300 euro, e le successive dalle 40 alle 120 euro. Le analisi vanno di pari passo ad ogni rinnovo della terapia. Il primo anno sono ogni 3 mesi,dal secondo in poi ogni 6 mesi.
Aggiungiamo a tutto questo il costo del laser per il viso, l’elettrocoagulazione ecccc, il costo può variare da centro a centro, costoso e doloroso.
Aggiungiamo i costi della burocrazia per i documenti ecc ecc et voilà.
Parlatemi ancora di autodeterminazione basata sulla sola forza di volontà.
Eppure negli anni 60\70 c’era questa connessione, o per lo meno ci fu qualche tentativo.
Ne parla Porpora Marcasciano nel suo libro Antologaia ed è una testimonianza che non dobbiamo dimenticare.
Allora cos’è andato perso? Da quando la comunità lgbtqplus, come quella femminista che ora si pavoneggia a tratti con il termine Transfemminista ma che nei fatti al suo interno resta alquanto transfobica, ha dimenticato o ha smesso di capire che in un sistema capitalista non c’è libertà, non c’è futuro?
Ripeto senza soldi non si cantano messe e senza un lavoro utile e dignitoso non c’è autodeterminazione per nessuno.
Diritti civili + diritti sociali = autodeterminazione e perchè no lavorare meno, lavorare TUTT*.
Un saluto compagn*

Diario · Mondo T · Racconti brevi

Cullami dolcemente fino al mattino

Stanotte, come mio consueto, sono andata a letto alle 02:00.
Come da abitudine ormai occupo solo un pezzetto di letto, nonostante il mio sia un letto matrimoniale.
In quest’ultimo periodo, quando sei con me, di solito io vado a letto un pochetto prima e te mi raggiungi dopo un paio d’ore.
Nonostante io sia completamente avvolta da morfeo riesco a sentire le tue mani sul mio corpo che cercano un contatto, in cerca di calore. E nonostante l’ora nonostante tutto, finiamo a far l’amore fino riaddormentarci.
La prassi è ormai questa. Dopo aver fatto l’amore, ci ritroviamo abbracciati al centro del letto a guardare le stelle attaccate sul nostro soffitto, con me che ti abbraccio da dietro e avvolgo il tuo corpo. Dopo 10 ore mi ritrovo quasi sempre sull’orlo del lato che “ho scelto” di occupare, col tuo corpo appiccicato al mio. In bilico tra una posizione scomoda e una ruzzolata dal letto.
Stanotte doveva essere nostra, un’altro giorno da aggiungere ai nostri giorni, alle nostre notti, col rumore del tuo battito che copre ogni cosa e culla i miei sogni.
E invece mi sono ritrovata a dormire da sola, in balia dei mille rumori che provengono dalla casa, che continuamente mi hanno svegliata interrompendo il mio sonno.
Dovete sapere che ho due pigiami invernali, uno a forma di panda minore e uno a forma di panda e probabilmente a breve ne comprerò uno a forma di dinosauro,di unicorno o di vacca.
Li adoro! Sono caldissimi e comodissimi.
Quando dormiamo insieme non ne ho bisogno, o meglio, sono diventati off limit, biancheria compresa. La prima volta che mi hai proposto questa singolare richiesta ero un po scettica. Io freddolosa per natura avevo bisogno di quella copertura extra, di quello strato morbidoso che mi scaldasse il corpo.
Stanotte ho capito, più di tante altre notti, che non c’è calore che desideri più del tuo corpo da avvolgere e da cui essere avvolta. Non desidero essere circondata da nessun altro profumo se non dall’essenza rassicurante dei tuoi capelli e del tuo corpo, di cui fluidi inebriano i miei sogni e il mio piacere ne è agognante. Profumo che riconoscerei tra mille .
Non c’è suono da cui voglio esser cullata, se non il tuo respiro calmo e rassicurante che mi accompagna dolcemente fino al mattino e il battito del tuo core, che come una leggera ninna nanna rilassa e custodisce ogni mio senso.
Non c’è immagine che io voglia vedere al mio risveglio, se non il tuo visino sbavicchiante sul cuscino accanto al mio, quando riesco e tenermene almeno un pezzetto.
E allora in tua assenza dovrò accontentarmi di uno strato ti stoffa che scalda il mio corpo ma non il mio cuore. Di questo letto cosi grande ricoperto di cuscini, ma cosi vuoto , di cui continuerò ad occupare solo una parte.
Fino al nostro prossimo incontro, fino al nostro prossimo contatto, fino alla nostra prossima notte.

Diario · Mondo lgbtqi+ · Mondo T · Violenza di genere

Le parole sono importanti parte 2

Si lo so è una vita che non scrivo, precisamente dal 18 ottobre( l’aggiornamento del 28 non conta).
Il punto è che non avevo niente da dire, e quando si ha poco o nulla da dire è meglio rimanere in silenzio piuttosto che riempire pagine col nulla.
Sfortunatamente in questo ultimo mese ho vissuto sulla mia pelle ed ho visto in vari gruppi, specie di donne lesbiche e non solo, atteggiamenti altamente transfobici all’interno della comunità L, e visto che il 16 Novembre sulla mia pagina fb ho promesso di scrivere qualcosa a riguardo non posso tirarmi indietro. in realtà alcuni avvenimenti erano già accaduti qualche mese fa, ma li avevo visti come eventi singoli e irrilevanti, essendo accaduti in alcuni gruppi di lesbiche estremamente razzisti e probabilmente di destra( il che fa già ridere poiché una donna lesbica o comunque che fa parte della comunità lgbt è di per se paradossale se politicamente segue alcune ideologie che le vorrebbero “raddrizzarle”).
In sintesi : ero stata invitata in due gruppi di donne L e dopo una breve presentazione con foto allegata, alcune iscritte si so rivolte a me e all’amministratrice per farmi espellere dicendo ” e ma è un uomo ,è un trans non puo stare in un gruppo di donne lesbiche) . Fatto già di per se grave ma che avevo “minimizzato” vista la natura dei gruppi.
La cosa peggiore invece sta accadendo in vari gruppi che si definiscono lgbtqplus friendly, con commenti , domande e affermazioni altamente transfobiche, offensive e confusionarie, legittimate dall’ormai paraculata frase “e ma so gusti devi rispettarli”.
Vi faccio qualche esempio sul tipo di domande:

  • Ma se sono una donna Lesbica e sto con una donna trans sono bisessuale\pansessuale?
  • Ma se mi innamoro di una donna trans non operata e sono un uomo, sono gay?
  • Ma se sto con un ftm non operato mi piace la vagina? quindi sono lesbica?

Domande non solo dettate da un eteronormativita esasperante , ma che hanno dato il via a commenti del tutto insensati, dal sapore spesso di biologia da quattro soldi. Come se il proprio orientamento sessuale possa variare in base all’organo genitale del\ della nost* partner.
Vi posto ora alcuni esempi di risposte( in realtà avrei voluto fare copia ed incolla ma per l’esasperazione so uscita da quei gruppi prima di poterlo fare):

  • Se stai con una persona trans sei pansessuale o bisessuale, specie se quest’ultima non è operata, non puoi essere etero,nel caso tu sia un uomo e stai con una donna trans, ne se sei una donna e stai con un ftm
  • E ma io so lesbica non andrei mai con una donna trans col cazzo e se mai m’innamorassi di una di loro rivedrei il mio orientamento o stopperei la relazione sul nascere . Non sono transfobica ma i gusti so gusti.
    Stai praticamente dicendo che una donna trans è un uomo, specie se non operata,se non è transfobico questo.
  • e ma gli organi genitali rilasciano feromoni sicchè se ti piace una donna trans col pene e sei un uomo sei gay.
    Dimmi la verità, l’hai letto su esplorando il corpo umano edizione 1992?

Questo voler far passare come gusti personali discriminazioni palesi è la più grande paraculata del secolo, soprattutto se basata sul generalizzare il proprio pensiero sul corpo degli altri. Ed è ancora più degradante quando queste frase so sparate dalle stesse persone trans.
Un presunto ragazzo ftm ha affermato che una donna etero non potrebbe mai andare con lui essendo lui non operato e se lo facesse dovrebbe considerarsi lesbica o pansessuale o chissa cos’altro, ma non etero. Non solo si è praticamente dato della donna ma ha offeso la miriade di uomini ftm che non intendono operarsi ed i loro rispettivi partner. E non è il solo esempio di persone trans con atteggiamenti simili sfortunatamente.
In tutto questo basterebbe davvero poco elaborare una frase rispettosa per tutti, ma capisco che è un concetto non facile da assimilare, specie per chi ha un lessico ed una empatia da organismo monocellulare.
Vi faccio alcuni esempio alquanto estremizzati basati sul concetto organi genitali\identità.
Ci sta che una persona si possa identificare in un determinato genere attraverso un’organo genitale, non c’è niente di male, la disforia è personale ed ognuno di noi ne soffre ad un livello personale.
Ma un semplice concetto può variare d’impatto su chi legge in base a come lo esponiamo.
Prendiamo come ho detto per esempio la disforia verso i propri genitali:
Frase numero 1 :

  • “Per me si diventa donne solo una volta completata la vaginoplastica e portando a termine il percorso chirurgico “, è una mio opinione\sono gusti personali.

Con questa frase stai affermando che una donna trans penemunita non è una vera donna , cercando di pararti il culo chiudendo in bellezza con ” è una mia opinione”. Lo steso discorso viene fatto verso gli ftm non operati.
Sei un ipocrita specie se fai parte della comunità lgbt ecc ecc poichè stai cercando di generalizzare sugli altri la tua visione del mondo, come per secoli alcune tipologie di persone “”””poco tolleranti””””” hanno e cercano di fare con la comunità lgbt e non solo.

Come potrebbe esser esposto lo stesso concetto ma in maniera non offensiva perchè come ho detto più volte le parole sono importanti:

  • Tecnicamente potresti esporre lo stesso concetto ma evitando di applicarlo alla vita altrui semplicemente incanalandolo sul tuo corpo. Es : ” io mi sento\sentirò donna\sarò in pace con me stessa solo con l’operazione di vaginoplastica. Oppure: ” io mio sento donna in quando vagino munita, il mio organo mi rende sicura.
    Ora per quanto il tuo associare il tuo esser te stessa ad un pezzo del tuo corpo ti renda alla mia vista una persona estremamente triste poiché minimizzi il tuo essere ad un organo genitale, rispetto il tuo punto di vista poiché applicato al tuo corpo e solo a lui . Niente generalizzazioni, niente visione propria sugli altri.
    Basterebbe cosi poco eppure siamo cosi fottutamente insensibili nell’utilizzo delle parole in un luogo pubblico, specie se quelle parole possono ferire altre persone.
    Ma questa è una caratteristica che fa parte dell’essere umano, al di la della “”comunità” di cui fa parte , dimentica facilmente un concetto del viver civile, non fare agli altri quello che non vorrebbe che gli altri facessero a lui.

E allora continuiamo a giustificarci con i ” sono gusti personali non offendo nessuno” , ” non sono razzista ma …” “Non sono omofoba ma eccc ecc”. Se questo vi fa sentire a posto con la coscienza buon per voi, ma non cambia ne cancella ne copre il fetore delle vostra affermazioni. Ed anche se non credo nel karma, c’e chi crede in esso anche per me, sicché… fate vobis, vi meritate tutte le classiche frasi tipo: e ma sei lesbica perché non hai incontrato il vero uomo” oppure la controparte :” e ma sei gay perché ecc riempite voi gli spazi, con un bel puntone esclamativo al vostro blaterare di omofobia con la frase ” e ma so gusti \ è la mia idea non voglio offendere nessuno.
Sfortunatamente sono sicura che neanche con queste continue vessazioni, che probabilmente avete vissut,o siete riuscit* ne riuscirete a capire ricadendo in un vortice che meritate fino alla fine dei vostri giorni.
Andate in “”pace””

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Aggiornamenti dell’ultim’ora

Salve a tutt*.
Si lo so, alcuni di voi si stanno chiedendo dov’è la pagina settimanale del libro. In realtà “stamattina” era comparsa la prima parte del terzo capitolo, sparendo poi poco dopo.
Il motivo? In teoria dovreste già conoscere la risposta ma entrambi , sia io che voi l’avevamo ignorata e sottovalutata fino ad orta. Mi è stato consigliato per l’ennesima volta di non pubblicare il libro su wordpress ne altrove e di fermarmi al secondo capitolo in modo da poterlo finire con calma ed eventualmente pubblicarlo tramite qualche editore interessato.
Siamo sinceri, non sono cosi fiduciosa che possa accadere. Il libro non è poi cosi interessante, non punta a trasmettere un insegnamento particolarmente articolato, ne la storia è scritta in maniera magistrale. Ci sono tanti libri che trattano il percorso di transizione in maniera più approfondita più dettagliata e commovente. be in realtà commuovere non è mai stato il mio scopo, almeno non in luce paternalistica e vittimistica. Ho sempre cercato scrivere ironizzando su tutto, di parlare di macro temi partendo dal quotidiano, cercando di trasmettere quello che provavano i miei sensi in ogni mio collegamento col mondo esterno. Nel libro come nel blog questa modalità di scrittura non varierà. Ed è proprio per questo che sono cosi scettica che possa esser accolto e pubblicato. Oggi va di moda il dolore, la sofferenza (altrui), il dramma.
In un mondo sempre più apatico ed asettico come vampiri cerchiamo nutrimento emotivo da ogni storia, da ogni vita. Quindi come potrebbero trovare interessante il mio libro? Un libro dove scrivo una lettera al mio pene. Dove cerco, quando posso, di parlare di politica, di associazionismo, anche in maniera critica, partendo da un semplice aneddoto quotidiano. Non incentrando e concentrando la mia narrazione sul cosiddetto corpo sbagliato, tanto amato da chi non riesce a riconoscerci se non in un ottica pietista.
Ma forse sono io troppo pessimista nei miei confronti.
Forse in questo mare di letteratura una porticina aperta per questo piccolo libro ci sarà, e magari cocc strunz ( detto in maniera bonaria ❤ ) che se lo compra sto libro quasi quasi lo trovo.
Intanto si riprende a scrivere il quarto capitolo.
Un capitolo in cui spero di poter dare il mio meglio, cercando di trasmettervi ogni sensazione sia piacevole che non, in questo mio nuovo esplorare ed esplorarmi attraverso ogni lembo della mia pelle , cercando di esser meno celebrale e più impulsiva e passionale.
Sperando in una futura pubblicazione in modo da poter condividere con voi queste pagine.
Grazie a tutt* per averlo letto fino ad ora ❤